Il pH indica il grado di acidità o alcalinità dell’acqua su una scala da 0 a 14.
7 = neutro
<7 = acido
>7 = basico
Un pH corretto garantisce:
massima efficacia del cloro (che perde potere se il pH è alto)
comfort per occhi e pelle (l’occhio umano ha pH ~7,4)
protezione di pompe, filtri e superfici da corrosioni o incrostazioni

Semplici e veloci: si immerge la striscia e si confronta il colore con la scala. Sono pratiche per controlli frequenti.
Più precisi delle strisce: si aggiungono gocce di reagente al campione d’acqua e si confronta il colore. Molto usati anche dai professionisti.
Il metodo più accurato: un sensore elettronico mostra il valore esatto sul display. Ideale per chi vuole precisione e rapidità.
Per una misurazione affidabile:
preleva l’acqua a 30 cm di profondità (non in superficie)
evita zone vicino agli skimmer o alle bocchette
effettua il test 2–3 volte a settimana (più spesso in estate)
pH 7,2 – 7,6 → perfetto
pH < 7,0 → acqua acida: può causare corrosioni e irritazioni
pH > 7,6 → acqua basica: cloro inefficace, rischio alghe e calcare
Usa un riduttore di pH (liquido o granulare). Agisce neutralizzando l’alcalinità dell’acqua.
Usa un incrementatore di pH a base di carbonati.
Correzione consigliata:
aggiungi 50–70% della dose
fai circolare l’acqua
misura di nuovo dopo 2–3 ore (o secondo istruzioni del prodotto)
misurare solo in superficie
aggiungere troppo prodotto in una volta
non controllare l’alcalinità (che influenza la stabilità del pH)
miscelare acido e ipoclorito (reazione pericolosa)
Misurare il pH è un’operazione semplice ma essenziale: ti permette di mantenere l’acqua cristallina, sicura e perfettamente bilanciata, evitando sprechi di prodotti e problemi all’impianto.